I nostri ambasciatori & ambasciatrici

Personalità di spicco provenienti da diversi ambiti della vita pubblica si impegnano al fianco dell’ISMR per dare vita alla Giornata svizzera della lettura ad alta voce.

Christa Rigozzi

Presentatrice 

 

«Sono molto fiera di partecipare alla Giornata svizzera della lettura ad alta voce. Leggere ai bambini significa condurli per mano in un altro mondo. Oltre ad essere divertente, permette loro di accrescere il proprio vocabolario e la capacità di concentrazione fin dalla più tenera età.»

Christian Testoni

Conduttore e produttore radiofonico

 

«Come padre di quattro figli, ho sempre letto per loro ad alta voce durante la giornata, nei momenti di relax o prima di andare a dormire. Il tempo dedicato son convinto che resterà sempre un dolce ricordo nella loro memoria. La lettura è un tappeto volante sul quale si può salire per dirigersi insieme verso mondi fantastici!»

Margherita Saltamacchia

Attrice

 

«Sono cresciuta senza televisione e fin da bambina le storie mi venivano raccontate o le ascoltavo dal mangiadischi o dalle musicassette ... crescendo ho avuto il desiderio di imitare quella modalità che aveva il potere di farmi viaggiare con la fantasia spaziando per mondi tutti inventati. Quando più grande ho intuito che anche gli altri avrebbero potuto viaggiare insieme a me, ho iniziato ad accompagnarli per mano uno dopo l'altro facendo della mia stessa passione il mio mestiere.»

Luca Cereda

Allenatore 1a squadra HCAP

 

«La lettura stimola l'immaginazione e l'apprendimento nei nostri giovani. È una ricchezza da trapassare a tutti loro. La lettura ad alta voce è la condivisione delle emozioni e della passione che i libri possono contenere e trasmettere. L'immagine di un bimbo che ascolta una lettura prima di addormentarsi è qualcosa di magico ed impagabile!»

Rosy Nervi

Attrice, conduttrice radiotelevisiva, giornalista

 

«Leggere ad alta voce è un'occasione di condivisione ... Condividi con chi ti ascolta la magia di un racconto e insieme puoi viaggiare con la fantasia in un viaggio unico reso speciale proprio da chi ascolta! Chi legge resta aperto alla cultura. Chi legge, è destinato a volare in alto!»

Cristina Zamboni

Attrice

 

«Leggere storie, è per me un atto poetico. Abbiamo bisogno di storie, abbiamo bisogno di sognare, di tenere allenato il frutto meraviglioso dell’immaginifico. Oggi più che mai. Quando scelgo una storia, la scelgo perché mi muove delle emozioni dentro e quando poi la tramando leggendola, cerco di farmi attraversare da tutte le immagini che mi arrivano e di cavalcarle, ogni volta in un viaggio diverso, a seconda dello stato e degli sguardi che incontro. Le storie mutano di continuo, a seconda del terreno che incontrano. La gioia più grande, è incontrare occhi che per il tempo di una lettura, si sono staccati dalla realtà e hanno viaggiato con te, in un altrove più alto. È nutrimento e balsamo, ad ogni incontro.»

Daniele Dell’Agnola

Scrittore, docente SUPSI

 

«Leggo storie ai miei figli, rituale quotidiano, linea d’amore. La buona notte è più bella. Leggo ad alta voce poesie di Ungaretti, Pascoli, Tognolini, Carminati, racconti come "La pecora nera" di Calvino, “La stanza d’inverno” di Gary Paulsen, “La canzone di Orfeo” di David Almond affinché i ragazzi facciano esperienza di pensiero. La scuola deve resistere alla polverizzazione. Ascolto l’attrice con la quale lavoro che legge “Il fondo del sacco” di Plinio Martini e ci metto la musica, sul palco, scoprendomi ascoltatore che visualizza. E cerco la mia voce, anche quando scrivo. È un incanto irrinunciabile.»

Elias Bertini

Compositore, produttore musicale e giornalista

 

«Mia madre un giorno confessò che, in gioventù, quand’era novella sposa, mio padre soleva leggere per lei mentre era intenta nelle faccende di casa. Romanzi, perlopiù. Ho sempre considerato questo gesto, così genuino nella sua semplicità, un atto incredibilmente tenero. Era un ottimo lettore ad alta voce, mio padre, quasi avesse ereditato quell’incedere lievemente ritto e marziale che apparteneva agli eroi hollywoodiani di quei film in bianco e nero che guardava sempre. In questo, ho seguito le sue orme; vorrei raccontare del mondo come faceva lui, quasi l’avesse vissuto palmo a palmo.»

Andrea Bignasca

Musicista

 

«Leggere ad alta voce da vita nuova ad un testo, lo sveglia, lo innalza e lo trasforma. È la cosa che più si avvicina al canto, è il motivo per cui sono un musicista e non uno scrittore o un poeta. Ritmo, tono, inflessione informano il testo, lo trasformano e facilitano la traduzione in pensieri, in immagini. Una canzone cantata, una storia raccontata, letta, sono fra i ricordi più profondi che ho.»

Raffaella Castagnola Rossini

Direttrice Divisione della cultura e degli studi universitari

 

«Fin da ragazza e da studentessa ho sempre avuto un’abitudine: la declamazione di versi straordinari, come quelli di Dante ad esempio. «Il verso – dice Borges – non dimentica di essere stato un’arte orale prima di essere un’arte scritta. Non dimentica di essere stato un canto». E il miglior modo di fare nostra una poesia davvero buona è proprio questo: leggerla, da soli o in compagnia, a voce alta. Così facendo, avviciniamo la letteratura e noi stessi alla musica e ne assorbiamo le profonde e positive vibrazioni.»

Erik Bernasconi

Regista e sceneggiatore

 

«Le voci di mia madre e di mio padre mi raccontavano storie. A volte le inventavano, spesso le parole venivano da libri che io non sapevo ancora leggere. Poi ho amato ancora sentire le parole arrivare dalle voci, anche se ormai potevo fare da solo, visto che i miei occhi decifravano quei segni non più nuovi. Oggi amo ancora essere cullato dalle parole che svolazzano, sia che io possa afferrarle con le mie orecchie, sia che io mi trovi a pronunciarle, che è poi un modo anche per ridare un favore.»

Gerry Mottis

Docente di italiano, scrittore e poeta

 

«La lettura ad alta voce è il veicolo della conoscenza, delle tradizioni, della storia, delle culture, dell’arte, e perciò dei valori umani. Leggere ad esempio le favole e le fiabe ai più piccoli (e in seguito testi d’autore agli adolescenti e ai nostri giovani) educa al bene, alla comprensione, al rispetto reciproco, ma anche alla bellezza, elementi essenziali di cui abbiamo oggi bisogno come del pane.»

Paolo Meneguzzi

Cantante

 

«Sto vivendo la lettura a voce alta in maniera molto romantica. Tutte le sere mio figlio mi ascolta mentre gli leggo una fiaba. Ogni sera vuole praticamente la stessa, ma questo è solo un dettaglio perché ogni sfumatura per lui è diversa e importante. Il sottotesto che ti crei nella fiaba cambia il sentimento da trasmettere leggendo le stesse parole. 

Un po' come nella musica, quando canti un testo come "il ballo del qua qua" col mood felice o col mood triste, a dipendenza di come lo interpreti, la storia diventa felice o molto drammatica e questo arriva a chi ti ascolta. L'importante è che finita la fiaba mio figlio mi dica sempre, adesso dormiamo abbracciati papà? »

Dominique Gisin

Ex sciatrice alpina svizzera e campionessa olimpica

 

«Già all'età di un anno e mezzo sfrecciavo sugli sci a Engelberg. Il mio sogno più grande è sempre stato quello di diventare una sciatrice professionista e questo sono in molti a saperlo. Quello che invece non tutti sanno è che già da bambina ero una vera “topolina da biblioteca”. Mi piaceva leggere storie che mi incoraggiavano ad andare per la mia strada. Con la mia partecipazione alla Giornata svizzera della lettura, desidero mostrare ai bambini e ai giovani che le storie ci aiutano a trovare la nostra via.»

Lara Dickenmann

Calciatrice (VfL Wolfsburg)

 

«Le storie per me rappresentano viaggi nel tempo o viaggi in un altro luogo del mondo. Avere storie da leggere mi fa sognare, mi aiuta ad avere nuove idee creative, ad ascoltare le altre persone, a prendermi del tempo per gli altri, a concentrarmi ma allo stesso tempo a lasciarmi andare. Raccontando storie, possiamo donare ai bambini un importante bagaglio per il futuro: la competenza sociale, il nostro amore per i libri, l'essere lì per loro e passare del tempo con loro... - ed è proprio su questo aspetto che desidero attirare l'attenzione con il mio impegno a favore della Giornata svizzera della lettura ad alta voce.»

Patti Basler

Paroliera e poetessa

 

«‹Leggici qualcosa›, chiedono i figliocci o i partecipanti durante un workshop. Leggere ad alta voce! Dare vita a una storia, dare voce ai personaggi! Da bambina amavo ascoltare i genitori e gli insegnanti. Quello che mi piaceva ancor di più era la lettura stessa. Ora ne ho fatto la mia professione. È quindi un grande piacere poter trasmettere ai giovani il mio amore per la lingua parlata.»

Patrick Warnking

Direttore Google Svizzera

 

«Come padre di famiglia con cinque figli, leggere ad alta voce ha avuto per anni un ruolo molto arricchente all’interno della mia vita familiare. Reputo la lettura fondamentale: promuove la capacità di lettura ed è un tassello indispensabile nel mosaico dello sviluppo personale di ciascun bambino. Sono quindi contento di poter dare il mio personale contributo a questa edizione della Giornata svizzera della lettura ad alta voce coordinata dall'Istituto svizzero Media e Ragazzi!»

Arthur Honegger

Giornalista e scrittore

 

«Nulla stimola l'immaginazione più dei libri. I mondi che così si creano nella mente dei nostri figli sono unici e al contempo sono la radice di quella creatività che darà forma anche al nostro mondo. Ecco perché la lettura fa parte della vita. È la terza volta che sono ambasciatore della Giornata svizzera della lettura ad alta voce e sono lieto di poter regalare il piacere per la lettura anche quest'anno.»

Nik Hartmann

Moderatore

 

«Quando leggiamo storie ai nostri figli, li accompagniamo con noi nel Paese delle Meraviglie, prendiamo d'assalto le vette dell'immaginazione e regaliamo loro un enorme tesoro durante questo viaggio: un vocabolario, un intero vocabolario! Leggendo,  parola per parola, lo zaino dei bambini si riempie. E più lo zaino è gonfio, più facile sarà per loro in seguito. Quindi: leggete ad alta voce! Ogni parola conta.»

Susanne Kunz

Attrice e moderatrice

 

«Quando ero bambina, mi venivano lette e raccontate molte storie. Sia prima di andare a dormire, che sul divano quando ero malata, come pure a scuola mentre disegnavamo. Ho trovato sempre molto stimolante ascoltare una voce, far emergere nella mia testa le immagini della storia e assecondare emotivamente i personaggi. Non solo si incoraggia l’immaginazione ma allo stesso tempo ci si riposa. Il fatto che i miei genitori o l'insegnante si prendessero il tempo di leggere per noi mi faceva stare bene. Di conseguenza, ho sempre letto storie anche ai miei figli per trasmettere questa bella tradizione.»

Ritschi

Cantante e compositore

 

«Leggere ad alta voce è quasi come cantare. Nella testa di ciascuno si attiva qualcosa di diverso. Ogni persona vede, sente, sperimenta cose diverse, anche se il testo è lo stesso. Ecco perché amo leggere storie ai miei figli, mi piace vedere come ognuno di loro si crei mentalmente il proprio mondo.»

Mathias Seger

ex giocatore di Hockey e membro della IIHF Hall of Fame

 

«I miei figli amano i libri e le storie. Adorano soprattutto quando leggo loro la sera prima di dormire. Come padre, vedo i miei figli crescere grazie alle storie. Imparano ad entrare in empatia con le altre persone e ampliano i propri orizzonti conoscendo l'ignoto e avvicinandosi lentamente a nuove cose. Vorrei trasmettere questa gioia attraverso il mio impegno per la Giornata svizzera della lettura ad alta voce e mi auguro così che anche altri genitori leggano ai propri figli.»

Marco Fritsche

Giornalista e moderatore

 

«Si dice che leggere educa, ma si dovrebbe anche aggiungere che leggere collega. Vale soprattutto per la lettura ad alta voce. Ricordo bene la mia zia preferita Roswitha quando mi leggeva da bambino. Mi ha svelato un mondo completamente nuovo introducendomi alla lettura. Mi ha fatto un grande regalo, che neppure tutto l’oro del mondo potrebbe ripagare. Per questo motivo sono particolarmente lieto di essere ambasciatore della Giornata della lettura.»

Antoinette Hunziker-Ebneter

CEO, socia fondatrice di Forma Futura Invest SA e Presidente del Consiglio di amministrazione della Banca cantonale bernese SA

 

«Mi piace ripensare alle sere in cui leggevo a mio figlio Kurt. Un rituale che pratichiamo da oltre dieci anni. Visto che durante il giorno sono assente per lavoro, questi momenti trascorsi insieme sono sempre stati preziosi per entrambi. Mi ha fatto altresì molto piacere quando il suo insegnante di scuola elementare ha notato dal ricco vocabolario di Kurt che in casa si leggeva molto. Purtroppo, mi spiegava che riconosceva i bambini che non potevano approfittare di questa pratica, poiché spesso erano più taciturni e meno creativi. Il vocabolario è fondamentale per la comunicazione in famiglia, a scuola e più tardi al lavoro. Con il mio impegno, desidero dare un piccolo contributo a questo importante argomento in occasione della Giornata della.»

Marco Wölfli

Portiere di calcio (BSC YB)

 

«Penso sia meraviglioso il modo in cui i bambini quando ascoltano entusiasti le storie si immergano nella loro immaginazione. Leggere ad alta voce significa trascorrere del tempo con i bambini e vivere con loro dei momenti in mondi diversi e magici. In questo modo i bambini scoprono l'emozionante e colorato mondo dei libri e diventeranno (forse) essi stessi lettori (ad alta voce).»

Jean-Marc Richard

Conduttore radiotelevisivo

 

«La lettura è cibo per l’anima. La vitamina ricostituente della fantasia e della creatività. Leggere ci aiuta a vivere insieme in armonia, a combattere la malinconia e l’isolamento. L’anima del lettore si mette in moto sul sentiero tracciato dallo scrittore. Spesso e volentieri la scuola non riesce a dare senso alla lettura, portando gli studenti ad odiarla ed allontananoli anche per il futuro dal piacere di leggere. Mi sembra essenziale trasmettere il gusto e la passione per la lettura, condividendo ciò che si ama. In questo senso, la giornata della lettura assume per me una dimensione speciale. Raccogliamoci insieme per riscoprire e perpetuare la felicità della lettura.»

Franck Giovannin

Chef del Ristorante l’Hôtel de Ville a Crissier

 

«Come le ricette procurano sorprendenti momenti di piacere e di scoperta, così i libri e la lettura sono il punto di partenza per meravigliosi momenti di apprendimento e di avventura.»

Bénédicte

Vignettista

 

«Mia madre mi ha letto libri alla sera per molto tempo: è stato un momento di complicità che entrambe abbiamo apprezzato. Ricordo “La storia infinita” di Michael Ende. Detestavo leggere unicamente un capitolo a sera e ho quindi sottratto il libro dalla biblioteca per poterlo leggere sotto le coperte fino a notte fonda. L’ho finito in soli tre giorni. Ciononostante il piacere della lettura serale non era mutato, anzi, mi rallegravo di risentire il testo attraverso la voce di mia madre, assaporandone i dettagli dei passaggi che avevo divorato in solitudine.»

Valott

Vignettista

 

«Leggere ad alta voce può esaltare i testi. Voce, elocuzione, ritmo, risate, sono tutte aggiunte che rendono la forma importante quanto la sostanza".

Phanee de Pool

Autrice, compositrice e interprete

 

“La lettura stimola l'immaginazione e nutre l'anima. Ma ad alta voce, trasforma le onde così come una radio fa vibrare il suo altoparlante. Da trasmettitore a ricevitore, la voce interiore di un autore risuona. Le sue emozioni moltiplicano quelle del lettore, i cui sensi e il cui corpo si risvegliano per illuminare i cuori. Una vera condivisione della VITA”.

Simon Romang

Comico e umorista

 

«Per molto tempo, leggere ad alta voce davanti agli altri è stato per me piuttosto traumatizzante. Essendo dislessico, il piacere della lettura non è stato immediato. Per fortuna mi hanno raccontato molte storie. Ed è stato proprio l’amore per le storie e le parole che mi ha dato il coraggio e il desiderio di superare le mie difficoltà (di lettura). Per me si tratta di una grande vittoria che la scrittura sia oggi diventata una parte così importante della mia vita. Se avete difficoltà a leggere o scrivere, non lasciatevi scoraggiare da niente e da nessuno! Ce la farete e, credetemi, sarà anche divertente!»

 

Nicolas Feuz

Scrittore

 

«La lettura ad alta voce è fondamentale, poiché conferisce un’altra dimensione al testo. Allo stesso tempo, permette allo scrittore, durante la fase di correzione del suo prossimo libro, di appurare se le frasi scorrono o meno.»

 

Lauriane Gilliéron

Attrice

 

«Leggere significa sviluppare la propria immaginazione per poter sognare e, talvolta, evadere dal mondo quando perde i suoi colori.»

Caroline Rutz (caro)

Vignettista

 

«Leggere ad alta voce significa soprattutto trasmettere le parole di un autore a qualcun altro. Quando i miei figli erano piccoli, leggevo loro una storia prima di andare a dormire. La sceglievano loro e molto spesso cercavano quella più lunga per guadagnare qualche prezioso minuto prima di spegnere la luce. Dopo un po’, avevamo letto tutte le storie. Nonostante conoscessero a memoria la maggior parte dei racconti, adoravano questo momento di condivisione.»